Il calore del fuoco

La fiamma scoppiettante che scalda ed illumina chi vi sta intorno. E’ la prima immagine che prende vita nella mia mente se penso al fuoco. Se mi soffermo ancora su quel pensiero, le direzioni che prende sono moltissime.

Prima ancora dei termosifoni, il fuoco giocava un ruolo fondamentale nella vita delle persone e “focolare” era sinonimo di casa, famiglia o luogo accogliente; ci si riuniva tutti intorno al fuoco, al suono dei ciocchi ardenti, con le fiamme che illuminavano i volti, allungandone le ombre, il tutto nel pieno della convivialità.  Con il passare del tempo forse questa abitudine si è affievolita, tuttavia per me il significato è rimasto invariato.

Quando ero piccola il camino aveva un alone fantastico ed era simbolo di attesa e meraviglia: mi chiedevo come fosse possibile che un anziano signore barbuto e vestito di rosso e una vecchietta dal naso lungo, entrambi muniti di un sacco pieno di doni, scendessero giù dal camino con tanta facilità ogni anno.  Per non parlare degli spazzacamini di Mary Poppins!  Inoltre, durante le grandi nevicate da “scuola chiusa”, il fuoco scaldava ben bene me ed i mie i fratelli dopo esserci tuffati nella neve a giocare. Crescendo il lato fantastico è scomparso, ma l’attesa è rimasta. L’attesa dei primi bagliori scoppiettanti, del tepore diffuso, di quel tipico odore caldo ed inconfondibile di legna ardente e delle leccornie che il fuoco ci permette di preparare. Ogni anno attendo con ansia di assaporare carne alla brace e caldarroste, ed anche quest’anno il momento è arrivato!

Oltre a questi piaceri culinari, il fuoco crea intimità, conforto, convivialità, serenità, hyggelig. E’ questa la sensazione che da bravi hygge andiamo a ricercare: stare con le persone amate, sentirsi a casa, godersi una compagnia tranquilla o semplicemente sorseggiare una tazza di cioccolata calda mentre si legge un libro accanto al caminetto. Una buona dose di piaceri semplici.

Poiché il fuoco è un elemento tanto amato anche dai poeti, vi lascio con una poesia di Marino Moretti:

Caminetto

Ancora non è accesa la lucerna,
ma la stanzetta è tutta chiara e brilla
a tratti con la fiamma che sfavilla,
con un’occhiata lucida, materna.
E mentre il vento strepita di fuori,
e batte alle finestre con dispetto,
noi c’indugiamo presso il caminetto,
che allegramente scalda i nostri cuori.
E quasi grati siamo al freddo inverno,
al freddo inverno e al suo più freddo mese,
che un amico ci dà tanto cortese,
che un fratello ci dà tanto fraterno.

 

 

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